La gara

Fianco a fianco lungo il pendio con la falce tra le mani: questa volta non è solo un lavoro...

due migliori falciatori del paese si sfidano. In palio l'onore e l'orgoglio si essere il più bravo con la falce. All'alba si sentono risuonare i martelli che battono la lama per migliorarne il filo. A guidarli l'esperienza di Modesto e Giovanni. Un suono che richiama due giovani del paese che diventano testimoni e giudici dell'evento.

Con l’erba ancora bagnata di rugiada per avere un passaggio migliore della lama si preparano le lame, si stringe bene il porta cote e poi si parte. Chi sarà il primo a giungere in fondo? Chi sarà la falce più brava? Lo stile “aperto e vigoroso dell’uno o il ritmo serrato e rapido del compagno di fatica? Si giunge all’ultimo tratto e il vincitore sembra ormai deciso, ma basta poco a cambiare le cose… davvero poco.

Il protagonista

Modesto

Braccia solide come tronchi di quercia e un sorriso sempre pronto ad aprirsi: anche nella fatica di un campo da falciare.

Il protagonista

Giovanni

Falciatore di Ostana famoso per il carattere pacato e per la lama implacabile: nessuno fa la barba all'erba come lui.

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I falciatori più bravi erano i primi ad essere ingaggiati e potevano avere anche più di un cliente in una stagione. I più bravi erano famosi, il loro nome li precedeva ed era detto con rispetto. La perizia non stava solo nel come si maneggiava la falce, ma anche da come la si sapeva preparare. Innanzitutto la lama della falce doveva essere ben affilata. La lama della falce (lou dalh), smontata dal manico in legno, veniva appoggiata su una piccola incudine portatile (la martleuiro) e battuta (martlà)con uno speciale martello al fine di assottigliare il filo della lama. Si procedeva dalla punta verso la base della lama (lou garèt, il tacco) mentre i mancini, invece, procedevano in senso inverso, dalla base verso la punta. La battitura poteva richiedere anche mezz’ora e si faceva anche due o tre volte al giorno. Inoltre il falciatore interrompeva il suo ritmico oscillare per ripassare il filo della falce con la cote che portava appresso.

Bibliografia

Ottonelli Elisabetta – Le faucheurs – Immigration saisonnière en Queyras – Le Office de Tourisme du Queyras – Projet Alcotra Vis’Oc

Si ringrazia per il materiale

Chiri Modesto
Flesia Giuseppe
Lorenzati Oreste

Le comparse invece sono:

Flesia Giuseppe
Lorenzati Oreste

Materiale in Download

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