Il sequestro

Sul sentiero si scontrano e si incontrano storie unite dal filo di una falce...

l povero falciatore risale il sentiero verso la Francia, verso un lavoro con cui guadagnare di che vivere. Anche quell'anno come gli anni passati e come tanti altri compaesani. Ed è proprio uno dei suoi “colleghi” che incontra lungo la via, seduto su un sasso che si dispera per un destino beffardo che gli ha fatto perdere il prezioso strumento di lavoro.

Cosa ha incontrato sulla via? Quale pericolo si nascondeva nei vapori di una nebbia che corre anch’essa lungo il sentiero? Una storia che sembra concludersi tristemente ma che si può risolvere con la semplicità di un gesto generoso.

Il protagonista

Domenico

Nessuno conosce i sentieri di montagna come lui che li percorre con la falce ed altre “mercanzie”

Il protagonista

Luigi

Un cuore grande batte il tempo sul sentiero e suggerisce piccole, grandi azioni

Ricerca Storica

Nelle vallate delle Alpi la sussistenza delle persone si basò per lungo tempo sulla circolazione delle persone e sulla possibilità di praticare mestieri di durata stagionale, a volte itineranti: i pettinatori di canapa che calavano nella pianura padana coll’arrivo dell’autunno, i mercanti di capelli di Elva, gli arrotini di Frassino, i maestri di Saint-Véran che si rendevano disponibili con l’arrivo dell’inverno a far scuola nei più sperduti villaggi delle Alpi francesi. Dalle valli piemontesi, poi, erano in tanti e in tante a partire per la Provenza dove erano assunti come raccoglitori di fiori o serve nelle case dei signori. Tra questi numerosi mestieri, uno in particolare era portato dall’Alta Valle Po al Queyras il mestiere della falce. La stagione dei fieni a Ostana non iniziava mai prima di San Claudio, il 6 giugno, ma ai primi di luglio, i falciatori ostanesi avevano terminato di falciare il loro fieno e si preparavano a partire. Come valigia la manica della giacca, un fagotto di vestiti, una piccola sacca, come bastone il manico della falce, la lama riposta e impacchettata. La piccola incudine e il martello necessari alla battitura della falce erano legati con un cordino e portati su una spalla.

Bibliografia

Ottonelli Elisabetta – Le faucheurs – Immigration saisonnière en Queyras – Le Office de Tourisme du Queyras – Projet Alcotra Vis’Oc

Si ringrazia per il prestito del materiale:

Chiri Modesto
Flesia Giuseppe
Lorenzati Oreste

Materiale in Download

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