Il maltempo

Basta una piccola distrazione a volte per rischiare di perdere il carico o anche di più...

opo aver faticosamente portato il carico fin sul colle Gino e Raphael si scambiano la merce con una rapida trattativa: sono amici e si conoscono da anni. E poi lo scambio tra riso e sale ha le sue regole e le sue misure. Gino è così pronto per tornare a casa, il maltempo che incombe lo spinge a scegliere la via più rapida, ma anche la più pericolosa. Un passaggio complicato e scosceso. Un piede che non tiene sulle rocce. Gino scivola rovinosamente sparendo alla vista oltre il limite della montagna.

Le montagne appaiono impassibili al dramma umano. Qualcosa ha fermato la mortale caduta. Una mano che saldamente si tiene alla roccia con la tenacia di un animale che combatte per la vita. Gino è vivo. Ma il pericolo non è passato: l’equilibrio è precario e lo zaino con il suo peso cerca di trascinarlo a valle. La decisione è difficile: cosa salvare? Il prezioso carico? La vita? Come unico aiuto Gino può contare su una sola cosa, una vecchia amica: la sua piccozza.

Il protagonista

Gino

Prima d'essere un contrabbandiere Gino è un uomo di montagna. Conosce questi sentieri come le sue tasche, ma anche per lui il pericolo è dietro l'angolo.

Il protagonista

Raphael

Raphael è un contrabbandiere esperto che sa che la fortuna si incontra se le si va incontro e quindi sale sul colle ad aspettare i contrabbandieri italiani e intercettare i carichi migliori.

Ricerca Storica

Le traversate si affrontavano in comitive di cinque, dieci o anche venti persone durante il periodo della Guerra. Lungo i sentieri impervi della frontiera, una squadra raggiungeva altre comitive e si formavano gruppi di trenta o quaranta persone. Dopo il tramonto il confine fremeva di vita, le spedizioni si susseguivano notte dopo notte in un andirivieni continuo: file di contrabbandieri che avanzavano silenziose e furtive. Se soffiava vento nessuno si lamentava, era molto più sicuro lavorare in quelle condizioni in quanto limitavano di molto la sorveglianza da parte della finanza o dei Tedeschi.
Raramente un uomo si avventurava da solo anche se, malgrado i pericoli di avverse condizioni atmosferiche, l’essere soli significava avere più possibilità di non essere visto da chi sorvegliava i passaggi di frontiera.

Bibliografia

Ottonelli Elisabetta – Il Contrabbando – Storie di contrabbando per i colli di Viso – Comunità Montana Valli del Monviso – Progetto Alcotra Vis’Oc

Ottonelli Elisabetta – Les contrebandiers – Histories de contrebande entre Queyras et valles du Viso – Le Office de Tourisme du Queyras – Projet Alcotra Vis’Oc

Materiale in Download

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